Uno

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sabato 24 ottobre 2015

Liguria. La via degli Immamorati della spazzatura e i soldi sprecati per toglierla. Italiani brava gente puliti in casa sporchi fuori. L’odio per il bello e l’esempio francese di come si può amare la propria città e il proprio territorio.


Il Sindaco di una ridente (si fa per dire) cittadina ligure, Imperia se non sbaglio, aveva appena inaugurato con legittimo orgoglio e fascia tricolore la rinnovata Via degli Innamorati costata al Comune oltre un milione di euro (che non è poco) restituendo ai cittadini, anche non innamorati, un suggestivo percorso profumato dai pini e arieggiato dalla brezza marina della cerulea costa imperiese, quando a pochi mesi dall’avvenimento festeggiato giustamente dagli applausi della cittadinanza, è scoppiata la notizia del disastro annunciato. L’inebriante passeggiata è infatti già invasa da ogni sorta di spazzatura, sterpaglie e cartacce, i muretti qua e là sono danneggiati, bivacchi di appassionati di birra e relative bottiglie spaccate a terra, gareggiano con le olezzanti deiezioni canine che abbondano e si accumulano di giorno in giorno, una concimazione non richiesta per dimostrare che tutto ciò che è naturale fa bene alla vista e all’olfatto, oltre che collaudare la suola delle scarpe…
Non conosciamo le reazioni del Sindaco e del Consiglio Comunale davanti a questo caso di ignorante disprezzo per il bene e la bellezza pubblica, un caso come migliaia di altri in Italia, mille altri paesi e cittadine e città (Milano, Roma, Napoli e Firenze e Palermo e così via…) non ne sono indenni, anzi...  viene vandalizzano sistematicamente dappertutto tutto quanto è rifatto costosamente e bene a carico dei cittadini.
Però ci permettiamo di dare un consiglio, modesto e concreto ai nostri malcapitati gestori della Cosa Pubblica. Primo: non rubare perché se no si passa dalla parte del torto e chi sporca non paga. Secondo: non farsi illusioni sull’amore degli italiani per il loro habitat. Lo disprezzano, lo sporcano, lo sviliscono, lo offendono, lo imbrattano, lo deturpano, lo danneggiano… Lo odiano. Dunque: non spendere mai, mai investire in bellezza. Meglio finanziare qualche concerto di chitarristi scalzacani che ubriacano qualche centinaio (miglaio?!) di giovani con le braccia alzate, oscillanti verso il nulla che li attende domattina. Meglio qualche concorso di miss lungacoscia buonboccone che rifare spiagge e muretti per dare armonia e dignità ai luoghi che ci circondano. E soprattutto meglio continuare a cementificare selvaggiamente il territorio, la Liguria in particolare, la più devastata, forse, delle devastate nostre regioni da un’edilizia cinica e ignorante e abusiva che brutalizza senza pietà luoghi e panorami da più di cinquant’anni. E così senza intelligenza alcuna è stato distrutto anche il turismo. Il rimedio per i nostri occhi, la nostra mente, per il nostro gusto? Andare per esempio a mezz’ora di distanza dalla terrificante Ventimiglia, il brutto del brutto, con il bello che possiederebbe imbruttito anch’esso dagli uomini, più che dal tempo, e entrare in Mentone, Francia, primo saluto della Costa Azzurra…. Fiori, pulizia, armonia, piacere dell’ordine, amore per il bello anche nei più insignificanti (per noi) dettagli. Candele sui tavoli dei ristoranti, camerieri gentili e professionali al servizio del turista sempre ben accolto, città ordinata e rispettata dai suoi abitanti. Che dire, che fare? Niente, per carità a noi piace così,… ci innamoriamo dei cassonetti sfasciati, dei sacchetti di plastica in spiaggia e delle scritte idiote sui muri. Anche lo schifo ha il suo fascino, parola di italiano… Senza offesa per nessuno, indagati permettendo.

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