Uno

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sabato 17 ottobre 2015

Incapaci, furbi, ignoranti, in malafede, sadici? L'idiota tabellone delle partenze della Stazione Centrale di Milano (e anche delle altre purchè italiane...) Tutti in piedi, tutti scomodi, tutti affannati...


Alle FFSS di un tempo, ora più modernamente Trenitalia, sotto sotto prudeva il fatto di non poter essere almeno in stazione come in aereoporto. Va bene che i treni non hanno le ali e che i vagoni non hanno le cinture di sicurezza ma almeno un po’ di gente in piedi che guarda attenta il quadro partenze e arrivi, luminoso come a Malpensa, questo sì, si può fare. Ed eccoci a oggi…basta con le consuetudini e le certezze offerte dalle vecchie FFSS in tema di binari e di partenze e arrivi…sempre lo stesso binario per il Milano-Roma e così via, un numero fisso e sicuro, il Binario 18 per Bologna, il 7 per Venezia e avanti andare… e così anche per i passeggeri d’antan che con le loro valigie senza ruote si avviavano al binario giusto (consultando magari un bel tabellone stampato con tutti i numeri e i treni in colonna per ora di partenza e arrivo), e lì aspettavano di salire, i più ansiosi un po’ di tempo prima, oppure lì aspettavano i loro cari in arrivo da Molfetta, sicuri che il binario fosse quello scritto e fissato anticipatamente dal previdente e ben preparato personale FFSS.
Ma perché tutta questa comodità per il pubblico, con tutte le persone tranquille in attesa sul loro binario consueto? Che gusto c’era a non rompere gli zebedei a chi è stracarico di pacchi, valigie, bambini e suoceri malandati? E poi esteticamente e modernamente che Stazione è se non c’è gente in piedi e soprattutto inquieta e incerta? E così i modernamente incompetenti o competenti sadici hanno vinto la loro idiota partita…. Quadri luminosi, tipo aeroporto!, indicano ora di partenza e binario ma non te lo dicono fino all’ultimo degli ultimi momenti e così l’obiettivo è raggiunto… La gente è in piedi, tutti attenti come pointer in fase di punta a guardare da che cavolo di binario parte il Milano-Napoli, che pure fa parte di quella dorsale appenninica di alta velocità percorsa da frecce sibilanti, fortemente voluta dall’ing. Moretti che se n’è andato lasciando dietro di sé il peggio delle ferrovie europee, vedi Liguria, vedi il sud che non hanno dorsali ma ne hanno le scatole piene di questi treni fatiscenti, sporchi, in perenne ritardo...  Con toilette (si fa per dire) da intervento dell’ ASL se non della Procura della Repubblica per pericolosità antigienica e mancanza di servizi essenziali a bordo (neanche una bottiglietta d’acqua su percorsi di quattro ore!) Ma torniamo alla Stazione Centrale di Milano e finalmente al sadico piacere del personale responsabile del traffico. Una folla ammassata in piedi davanti ai super tabelloni che all’ultimo istante ti dicono dove devi correre con bagagli e famiglia, in piedi anch’essa perché altri sadici malriusciti architetti urbani hanno posizionato poche sedie, che invece potrebbero (le vecchie sale d’attesa) far attendere un po’ più comodi questi rompiballe di passeggeri che vogliono prendere il treno anziché andare nelle boutique interne a comprare Acqua di Giò o mutande Calvin Klein. Il motto attuale di Trenitalia e Grandi Stazioni: “tutti in piedi, tutti scomodi… vi teniamo in pugno!”
Il pensiero dei viaggiatori : ma questi sono solo incapaci o sessualmente pericolosi in quanto sadici? E perché non vanno in Germania o addirittura in Giappone a vedere cos’è un binario con scritti a terra i numeri dei posti indicati sul biglietto? Quel che conta è la dorsale appenninica veloce, la dorsale dei passeggeri deve invece essere lenta e paziente… E intanto sul binario zero sta fermo e inerte il Gran Vagone dell’incapacità.


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